Questo frutto dalle molte virtù occupa un posto importante nella nostra alimentazione. Si raccolgono soltanto a maturazione completa. Oggi l’obiettivo è di sviluppare delle varietà senza semi e che si conservano piú a lungo. Per il consumo fresco sono adatte soprattutto le varietà con acini grossi. E' tra i frutti piú zuccherini, contiene circa l’8% di fruttosio e l’8% di glucosio ed è un frutto energetico. L’uva contiene una percentuale alta di acqua (l’80 percento). Può avere perciò un effetto diuretico e purificante. Sono reperibili solo in un breve periodo dell'anno che va da giugno a fine luglio. Ricchissime di calcio e fosforo, hanno anche buone quantità di ferro e di Vitamina A. Danno medio apporto di zuccheri e proteine. Il loro periodo di conservazione è limitato, e si consiglia di tenerle in luogo fresco e poco umido, sempre contenute in un sacchetto di carta marrone e mai nella plastica. Sono molto sensibili al freddo quindi sarebbe bene non conservarle in frigorifero a temperature basse.
A favorire il consumo di questo ortaggio sono i numerosi pregi, tra cui le virtù terapeutiche e salutari dovute al suo contenuto salino e vitaminico: il carciofo contiene calcio, fosforo, ferro, sodio, potassio, vitamine A, B1, B2, C, PP, acido malico, acido citrico, cinarina, tannino e zuccheri.
Il carciofo è quindi tonico, stimola il fegato, calma la tosse, contribuisce a purificare il sangue, fortifica il cuore, dissolve i calcoli e disintossica.
E' salutare quindi mangiarne tanti soprattutto crudi.
Questo ortaggio è disponibile in una grandissima varietà di forme; a seconda della varietà si possono utilizzare le foglie, le radici, i germogli o i cespi. inoltre, in base alla forma della pianta, la stessa specie viene chiamata con numerosissimi nomi diversi: cicoria o radicchio, cicoria da taglio, cicoria indivia o riccia, cicoria scarola, radicchio di Chioggia, radicchio di Treviso, cicoria selvatica, cicoria rossa, cicoria di Bruxelles, e la catalogna, chiamata cicoria brindisina.
E' disponibile per il consumo per gran parte dell'anno, grazie alla sua resistenza sia alle alte temperature sia a quelle basse. I vari tipi di cicoria, da taglio e da cespo, e la catalogna vengono coltivati agevolmente in pieno campo dalla primavera ad autunno inoltrato. E' particolare il modo di produrre le varietà che subiscono la cosiddetta "forzatura". Questa consiste nel coltivare in un primo tempo la pianta nel terreno ed, in seguito, mettere le radici, private delle foglie, sotto uno strato di materiale, ad esempio torba, che le tenga al buio, in modo da ottenere un nuovo cespo di foglie croccanti, tenere, dalla caratteristica colorazione rossa o giallo chiaro. La forzatura viene usata per ottenere la cicoria di Bruxelles e il radicchio di Treviso. Per quest'ultimo si cerca di ottenere il marchio DOC nella zona tipica di.
E' una buona fonte di vitamina A e di calcio, potassio e ferro (quest'ultimo soprattutto nelle varietà a foglia verde). Le sostanze amare presenti nella cicoria favoriscono la digestione. Ha proprietà disintossicanti in quanto migliora l'attività di fegato, reni e intestino. Pertanto, il consumo regolare delle foglie o delle radici di questo vegetale (sia crudo che cotto) ha un effetto benefico sullo stato fisico generale ed, in particolare, sull'aspetto della pelle. Pero', segnalo cautela nel consumo in caso di calcoli renali, di gastrite e di ulcera peptica. Inoltre, è un vegetale che potrebbe dare reazioni allergiche: è opportuno che ognuno verifichi se rientra in questo caso.
I periodi freddi portano un bell'assortimento di malanni, ma, per nostra fortuna, ci offrono anche una grande disponibilità di agrumi, il cui consumo quotidiano è un'ottimo aiuto nella difesa contro virus e batteri. Infatti gli agrumi contengono buone quantità di vitamina C (40-50 gr ogni 100 gr di sostanza edibile), che contribuisce ad aumentare le difese immunitarie del nostro organismo.
Per uno spuntino a metà pomeriggio, in autunno ed in inverno si dovrebbe prendere l'abitudine di fare una merenda tutti i giorni con una o due arance, oppure un pompelmo, oppure due o tre mandarini o clementini. In alternativa, è possibile prepararsi una spremuta con la stessa quantità di frutta e berla, appena fatta, 20/30 minuti prima di uno dei due pasti principali. Sono sufficienti 100 gr di succo, magari diluito con acqua per smorzare l'acidità. Un quantitativo di vitamina C doppio o triplo rispetto al normale (100-150gr) è ancora facilmente ottenibile semplicemente mangiando più agrumi.
I PROFUMI CON GLI AGRUMIIl consumo quotidiano di agrumi produce una bella quantità di profumi che si possono utilizzare, invece di buttarle via insieme ai rifiuti umidi. Per raggiungere lo scopo servono scorze d'agrumi e chiodi di garofano. Infilate la punta dei chiodi di garofano nella scorza degli agrumi dal lato esterno, cioè quello colorato. I chiodi di garofano sono i boccioli fiorali essiccati di una pianta tropicale (Eugenia caryophillus) e la capocchietta tonda è l'insieme dei petali non ancora dischiusi. Bastano cinque o sei chiodi di garofano per una superficie di scorza grande quanto un palmo, ma potete aumentare o diminuire questo numero a seconda che desideriate accentuare il profumo emanato dall'agrume oppure quello dei chiodi di garofano. Ponete ad essiccare le scorze su un calorifero, interponendo un foglio di carta: un tovagliolo, della carta da forno o un sacchetto del pane vanno benissimo. La scorza deve perdere tutta l'umidità, per evitare che si ammuffisca. Questo richiede un giorno o due al massimo, tenendo ben distanziati tra loro i pezzetti di scorza. Quando le scorze si saranno ben indurite, avrete a disposizione dei petali profumati che spargeranno per parecchio tempo un delicato aroma, dato dagli oli essenziali degli agrumi e dei chiodi di garofano. La scorza che io uso di preferenza é quella di arancio. Un suggerimento importante: usate dei guanti da cucina per maneggiare le scorze ed i chiodi di garofano. Eviterete così il rischio di allergie da contatto, che sono possibili quando si ha a che fare con quantità non trascurabili di olii essenziali. Mettete le scorze in sacchetti di tela per profumare gli armadi o utilizzatele per decorare un angolo della vostra casa, riempiendo, ad esempio, una ciotola di vetro.
Di questa pianta si consumano i germogli, o turioni, prima che vadano a formare fusto rami e foglie. I germogli che crescono dopo il periodo del raccolto vengono lasciati sviluppare in modo che la pianta, perenne, possa proseguire il suo ciclo vitale. Dai germogli lasciati sulla pianta si formano fronde molto ramificate, vaporose come un tulle e simili nell'aspetto all'"asparagina" usata dai fioristi come ornamento verde nei mazzi di fiori. Si trovano in commercio turioni interamente bianchi oppure verdi nella parte terminale. I primi sono stati raccolti prima della fuoriuscita dal terreno, i secondi dopo che sono usciti per una lunghezza di 10-15 cm e che hanno preso la luce del sole.La pianta di asparago è dioica, cioè ci sono piante con fiori solo femminili ed altre con fiori solo maschili. A parità di varietà, le piante maschili producono germogli di diametro maggiore. Peraltro, gli asparagi selvatici che sono più sottili, sono più teneri, saporiti e ricchi di elementi nutritivi. Gli asparagi si raccolgono da fine marzo fino a giugno Negli asparagi sono presenti le vitamine A e C e vitamine del gruppo B. Un etto di asparagi soddisfa la necessità giornaliera di acido folico, elemento alternativo all'importantissima vitamina B12. Gli asparagi sono certamente ricchi di fibre e, inoltre, garantiscono l'apporto di potassio ferro, manganese, magnesio e rame. Combinazione alimentare E' consigliabile la combinazione con altre verdure, e con sostanze proteiche (latticini, o pesce o carne, ma un solo tipo alla volta) oppure con cibi amidacei (pasta o pane o riso o patate). Il profumatissimo piatto della cucina lombarda composto di asparagi con uova al tegamino fritte nel burro e abbondante spolverata di parmigiano reggiano è una combinazione deliziosa ma molto impegnativa per il nostro apparato digerente. Se non si eccede con i condimenti grassi, gli asparagi cotti al vapore sono, invece, una verdura raccomandabile a chi ha problemi di linea perchè, come tutti gli ortaggi, forniscono una quantità irrisoria di calorie (circa 30 kcal per 100 gr) Gli asparagi possono essere consumati abitualmente, ad eccezione di chi ha calcoli o problemi ai reni; sono buoni diuretici.
Due sono le specie di fragola più coltivate: l'ibrido Fragaria x ananassa, a cui appartengono tutte le varietà a frutto grosso, e la Fragaria vesca, detta anche 'fragola di bosco', perché cresce spontanea nei nostri boschi ed è caratterizzata dall'avere il frutto piccolo, ma dotato di un profumo particolarmente fragrante. E' una pianta erbacea perenne. Di essa, quello che noi mangiamo è in realtà un falso frutto, mentre il frutto vero e proprio è costituito dai semini, detti acheni, che si trovano incastonati nella superficie esterna della fragola.L'epoca della produzione in pieno campo va da maggio a giugno. Il periodo di massimo raccolto è maggio. Una produzione tardiva (in estate) è fornita dal Trentino. La coltura protetta garantisce la disponibilità della fragola a partire da marzo. La zona del Veronese ed alcune zone del Sud Italia danno un raccolto anche in autunno. Contiene in buona quantità sia vitamine che sali minerali. Per il tipo di zuccheri presenti (levulosio), non ne è sconsigliato il consumo ai diabetici (purchè al naturale, senza aggiunta di zuccheri. Ha una potente azione disintossicante. Si ritiene che la reazione allergica che alcuni denunciano dopo il consumo di fragole sia dovuta alla gran quantità di sostanze tossiche movimentate all'interno dell'organismo. Ha effetti diuretici e stimola la funzione epatica. Anche il rizoma (radice) e le foglie della pianta di fragola hanno proprietà terapeutiche: stimolano l'appetito, aumentano la diuresi, depurano dagli acidi urici (ideali per gottosi, artritici, reumatici, per chi è affetto da sciatica o da calcoli), e calmano le irritazione delle gengive. Una bevanda di facile realizzazione, priva di controindicazioni è data da un infuso di alcuni grammi (4 gr) di foglie essiccate in una tazza di acqua (100 ml). Bevuto 3-4 volte al giorno, favorirà la diuresi, l'eliminazione degli acidi urici ed il controllo delle diarree.
L'albicocca è un frutto estivo deliziosamente profumato che viene classificato tra la frutta semiacida, dato che la sua composizione chimica è caratterizzata dalla equilibrata presenza di acidi organici e di zuccheri
Nelle nostre regioni vengono coltivate molte varietà di albicocca con differenti periodi di maturazione. Le numerose varietà e l'ampia fascia di latitudine in cui l'albicocco viene coltivato rendono disponibile il suo frutto da maggio a luglio.L'albicocca ha un basso potere calorico, variabile in funzione della proporzione di zuccheri presenti. Garantisce un buon apporto di minerali, in particolare di potassio. E', tra la frutta, la più ricca fonte di vitamina A: un paio di etti di albicocche soddisfa il fabbisogno quotidiano di un adulto. Debbo, però far notare che la quantità di vitamina A fornita da una dieta normale è sicuramente più che sufficiente a garantire il raggiungimento dei quantitativi giudicati di sicurezza per questa vitamina. Infatti, numerosi ortaggi di colore giallo o verde contengono come l'albicocca una sostanza denominata provitamina A, che il nostro organismo trasforma in vitamina A. L'albicocca è un frutto consigliato anche a chi segue una dieta ipocalorica. I benefici che conseguono al suo consumo investono l'intero organismo, che migliora in quanto a forza, vitalità resistenza alle malattie, equilibrio nervoso e capacità digestiva. E' sconsigliato, invece, il consumo a chi ha problemi di metabolismo degli zuccheri e a chi ha calcoli ai reni, dato che l'albicocca contiene rilevanti quantità di acido ossalico. Dell'albicocca è possibile anche consumare il seme contenuto nel nocciolo legnoso. Tale seme viene chiamato armellina ed ha un sapore simile alla mandorla (l'armellina viene sostituita a quest'ultima in molte preparazioni dolciarie). Ma ne raccomando un consumo moderato, 10-15 semi alla volta. Infatti, l'albicocca, come le altre piante del genere Prunus, contiene una sostanza potenzialmente tossica, se assunta in quantità superiore a quella che il nostro organismo riesce naturalmente a disattivare. |